Sor Paolo

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Tipologia Struttura: Archeologico
Periodo Storico: Romano
Struttura: Statua
Località: Teramo
Indirizzo: Largo Proconsole, 5/6 - 64100 Teramo (TE)

Statua di togato in travertino (alt. conservata cm 196) di provenienza ignota, murata da tempo immemore nella facciata di un’abitazione privata. L’attuale collocazione è registrata non solo da Palma, ma, probabilmente, anche dall’umanista Campano nel 1465. La statua è acefala e la testa che le è stata sovrapposta non è pertinente, ma probabilmente di età romanica. Grazie all’analisi dell’attacco alla base del collo, è visibile l’incavo circolare per l’alloggiamento della testa. Oltre alla testa mancano alcuni attributi come la capsa (o lo scrinium) laterale e il volumen (rotolo). La statua è stata realizzata in un unico pezzo, ad eccezione del volumen e della testa.

La statua rappresenta un personaggio maschile vestito di tunica e toga, in posa rigidamente frontale, con la gamba destra tesa e la sinistra flessa al ginocchio. Ai piedi, leggermente divaricati, indossa i calzari sui quali le linee incise indicano le strisce di cuoio dell’allaccio. Il braccio destro è aderente al busto, piegato in alto sul petto ad angolo acuto e avvolto nella stoffa all’altezza del polso; il braccio sinistro, invece, accostato al corpo, è portato leggermente in avanti e sul polso si avvolge della stoffa che ricade lateralmente. La mano sinistra impugnava il rotolo (volumen), inserito nell’apposito incasso. Le pieghe della toga sono oblique e piuttosto piatte, la resa del panneggio stringata, dura e lineare. Sebbene non sia possibile un esame della parte posteriore della statua, sembra che la figura sul retro fosse piatta. Alla luce della fruizione frontale della statua, delle caratteristiche formali dozzinali e del materiale impiegato, sembra preferibile ricondurre la statua alla sfera privata, piuttosto che non a quella onoraria e di collocarla cronologicamente nel secondo quarto del I secolo a.C.

La scarsa consistenza plastica e le caratteristiche formali grossolane tradiscono l’estrazione locale dell’artigianato della statua. Il fatto che ci si trovi di fronte a una statua iconica (con trattamento separato della testa), fa pensare alla formazione locale di un mercato specializzato nella produzione seriale di tipi plastici anonimi, come questo appunto (inoltre al Museo Civico Archeologico “F. Savini” si conserva un altro caso di statua iconica femminile di più pregiata fattura), ai quali, probabilmente ad opera delle stesse botteghe, veniva sovrapposto un volto più o meno realistico a soddisfare le esigenze di autorappresentazione della committenza, come del resto si registra ovunque nelle città romane del periodo (I secolo a.C.).

L’antica statua togata per i teramani è comunemente nota come “Sor Paolo” e un tempo aveva il ruolo di oppositore e di castigatore del malcostume dei governanti: infatti nella sua mano sinistra venivano infilate le lamentele, le proteste e le satire contro i signori della città, mentre, in epoche più recenti, poesie d’amore, nonché bandiere del tifo calcistico.

Gratificato da una sorta di popolare devozione, “Sor Paolo” gode ancor oggi di considerazione, viste anche le feste che gli dedicano gli abitanti del quartiere (nel mese di settembre) e il tributo dell’Università Popolare Medio Adriatica, che l’ha scelto quale proprio emblema.

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