Il territorio

Teramo è una corona di cime e pareti; Teramo è la valle tra i fiumi Tordino e Vezzola, protesa verso la costa dalla sabbia dorata e dalle acque incontaminate; Teramo è la storia di ammalianti scenari naturali e di tradizioni millenarie che fanno da substrato a una vivace vita culturale; Teramo è la voglia di mutare; Teramo è il desiderio di contaminare tradizione agricola e realtà industriale e scientifica; Teramo è ampia distesa di vigneti e sede dell'Università degli Studi, estesa piana di uliveti e luogo dell'Osservatorio Astronomico di Collurania, vasto pianoro di colture verdeggianti e area che accoglie uno dei più rinomati Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

Teramo è la città di torrenti in pietra e fremiti di un'architettura con un senso dell'esistenza talora drammatico talaltro gioioso, all'ombra del Gran Sasso d'Italia, il "Gigante che dorme" ma che è pronto a svegliarsi; Teramo è la città degli studenti universitari che sciamano nei luoghi che la storia ha consacrato; Teramo è la suggestiva collocazione a fondovalle con sedimentazioni urbanistico-architettoniche tra Medioevo e '900: è la storia dei pendii, delle balze delle colline circostanti, dei terrapieni dove, sin dal XIII sec. a.C., si insediò la comunità più arcaica della futura area urbana.

Il risultato odierno della città è quello di un dialogo unico e straordinario con la natura dove il verde e il viola della vegetazione spontanea fanno da contrappunto al candore e alla morbidezza del calcare, protagonista assoluto del grande fermento costruttivo romano, medioevale e, molto più tardi, barocco.

Teramo è i suoi resti romani, le sue chiese, i suoi palazzi, le sue piazze; è il rutilante susseguirsi dei suoi piani pavimentali romani, è il rigore della rete dei muretti di pietre di fiume di una tradizione costruttiva millenaria. Così, lungo le strade di una città nelle cui viscere si conserva un passato assai lontano, si avverte l'eco ovattata dell'antica urbs, la romana Interamnia, municipio e colonia a un tempo stesso, carica del fasto di passate stagioni ammiccanti ora dal muro curvilineo dell'anfiteatro, ora dai maestosi archi dei vomitoria del teatro; ora dal piano pavimentale della domus, entro cui troneggia la grintosa presenza di un leone azzannante la sua preda, ora dall'affresco parietale con esili campiture architettoniche giallo ocra e rosso pompeiano; ora dalla pavimentazione a spinapesce della vasca all'interno di un peristilio.

Una città che, al tempo stesso, oggi esprime una straordinaria vocazione per l'arte moderna e contemporanea, come testimoniano i percorsi museali a cielo aperto dei "Tigli" e le più recenti contaminazioni di arte contemporanea fiorite in città.

Città di Teramo

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